C’è un filo invisibile che attraversa i secoli e unisce fede, sport e comunità. È il filo della pallavolo, uno dei giochi più amati al mondo, nato non per caso ma da un cuore che sapeva guardare oltre. Era il 1895 , a Holyoke, una cittadina del Massachusetts. In una palestra della YMCA , un uomo stava osservando un gruppo di lavoratori. Si chiamava William George Morgan , e il suo sogno era chiaro: trovare un gioco che li aiutasse a restare in forma, a divertirsi, ma senza i contrasti troppo duri del basket. Morgan era un istruttore, ma soprattutto un educatore cristiano . Credeva che lo sport potesse essere più che un passatempo: un mezzo per far crescere le persone nello spirito, nella mente e nel corpo . Così, unendo elementi presi qua e là — un po’ di pallamano, un tocco di tennis, un pizzico di baseball — inventò un nuovo gioco. All’inizio lo chiamò “mintonette” , ma ben presto ci si accorse che la sua essenza era un’altra: la palla non veniva trattenuta, non veniva por...
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